Itinerario Liberty

In giro per la belle époque

Data di pubblicazione:
18 Gennaio 2022
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Nel 1882 la costruzione della linea ferroviaria del Gottardo, da Milano e da Genova unificò le sorti del territorio dell’alto Verbano lombardo (vedi itinerario: In giro per la belle époque/1. La stazione): l’intera costa fu percorsa dalla strada ferrata per la cui costruzione si perforarono montagne, si troncarono precari percorsi a mezza costa, si superarono torrenti e valli causa di secolari divisioni amministrative tra piccoli paesini confinanti. Nonostante qualche timido tentativo alla metà dell'800 per un collegamento unico sulla costa, e nonostante il servizio di navigazione (1826-1858), nulla aveva reso in un sol colpo così vicini i paesi del lago; e, allo stesso tempo, in rapido collegamento con mete lontane: il Mediterraneo e il nord Europa. Imposta nel tracciato e nella localizzazione delle stazioni (alcuni centri ebbero una propria stazione solo in anni recenti), secondo una logica che, prediligendo la velocità del tracciato all’effettiva importanza dei paesi attraversati, si dimostrò fallimentare (prevalsero gli interessi della linea di Chiasso), la ferrovia concretizzò comunque le aspirazioni del territorio verso uno sviluppo turistico e industriale già in atto nei decenni precedenti.
Queste le premesse della stagione liberty locale: vocazione turistica e importante sviluppo economico supportato dalle notevoli imprese infrastrutturali di fine '800 (la ferrovia, una fitta rete tranviaria e nuove strade); inoltre, una classe imprenditoriale particolarmente impegnata, soprattutto a Luino, nelle sorti progressive del territorio e quindi incline a tradurle in uno stile appropriato e nuovo; e, non ultimo, una schiera di tecnici, ingegneri, architetti e capimastri che, secondo una secolare tradizione di emigrazione, furono pronti a riportare nelle terre natali gli echi delle più avanzate tendenze, distribuendo nel paesaggio una qualità edilizia diffusa e, a volte, anche qualche esempio di pregio. 
La stagione liberty a Luino conferma il ruolo propulsivo della cittadina, capace, grazie alla costruzione della stazione principale lungo la linea del Gottardo, di trovare tra le proprie forze tutte le energie per sostenere e rilanciare le opportunità offerte della nuova infrastruttura: nel 1884 il paese completò un ampio piano urbanistico per allacciare il nucleo antico sul colle con la stazione lontana nella piana alluvionale del fiume Tresa; nel 1884 fu lo stesso comune a finanziare con 11000 lire la costruzione dello scalo della ferrovia a scartamento ridotto per Ponte Tresa (e Lugano), scegliendo anche la localizzazione più opportuna per la stazione capolinea; nel 1885 fu fondata la Banca Popolare; nel 1884 si costruì il primo Grand Hotel e di conseguenza si rinnovarono con nuovi confort gli alberghi già esistenti; gli impianti industriali di metà ’800 raddoppiarono la loro superficie e rinnovarono il loro volto. Luino, si può dire, si fece da sé, con garbo e con grazia e con una larghezza di vedute: ne sono il simbolo le due guide turistiche stampate nel 1903 e nel 1910. Eleganti nella veste grafica ricca di fluenti linee e aggraziate figure femminili e curate nel contenuto, preciso e attento alle diverse sfumature di un'area secolarmente in bilico tra lago e montagna, tra villeggiatura e cultura agreste, riassumono le aspirazioni dei luoghi a presentarsi con un volto nuovo e aggiornato. 

Per chi vuole sapere di più 
Federico Crimi, Liberty e dintorni. L'architetto Vincenzo Morandi (1871-1917), «il Rondò», 13-2001, pp. 133-146.
Federico Crimi, Francesca Petrolo, Per Giuseppe Petrolo architetto, «Verbanus», 22-2001, pp. 207-247.
Federico Crimi, Ville della sponda orientale del lago Maggiore: note per un catalogo, «Loci Travaliae» (Biblioteca di Porto Valtravaglia, Va), n. XVI, a. 2007.