Ferro e vetro per la stazione di Luino

Data di pubblicazione:
17 Febbraio 2022
Ferro e vetro per la stazione di Luino

Nel 1881 fu aperto il cantiere della stazione di Luino. I tecnici, ingegneri, progettisti, geometri e ditte appaltatrici sono noti grazie ad un opuscolo informativo edito nel 1882. A capo del grande cantiere figurava l’ingegnere Alfredo Giambastiani di Livorno, al quale furono affiancati specialisti nei vari campi della progettazione, tra cui Giovanni Battista Biadego per le impegnative opere di ferro, in primis la grande tettoia metallica della stazione. Nel complesso, il tronco Germignaga-Luino costò, compresa la creazione dello scalo di Luino, 2,6 milioni; 24 milioni fu il prezzo pagato per l’intera linea tra Novara e il confine svizzero in località Pino. 
Il disegno del caseggiato, come di tutte le stazioni della linea Novara-Pino e Gallarate Luino, fu affidato all’architetto Giovanni Faini, di Milano. Nato a Pozzolengo (Brescia) risultò, nel 1869, tra i vincitori del concorso Vittadini, esplicitamente rivolto a studenti ‘post diploma’; nel 1877 ottenne il «premio di Incoraggiamento» di II grado per l’Architettura del Ministero della Pubblica istruzione. Entrò, infine, nei ranghi dell’amministrazione della Società Strade Ferrate del Mediterraneo, impresaria della linea del Gottardo. 
I lavori furono quindi appaltati alla ditta Pellini & Negretti, vincitrice della gara indetta il 7 aprile 1880. L’impresa nasceva dalla fusione di differenti esperienze maturate da decenni nel campo dei più grandi cantieri dell’Italia settentrionale post-unitaria. I Pellini, originari di Viconago, infatti, provenivano dall’esperienza della costruzione della galleria Vittorio Emanuele ii di Milano, dove furono titolari di alcuni appalti. 
Le opere procedettero con alacrità. Furono considerevoli i movimenti di terra necessari a sollevare di qualche metro il piano dello scalo e di tutto il tracciato ferroviario tra Germignaga, a sud, e l’ingresso della galleria a nord dell’abitato di Luino, di modo da assicurare l’opera rispetto alla presenza di aree paludose e non bonificate nella piana di Luino, allora priva di costruzioni.  
La fabbrica della stazione vera e propria fu intrapresa poco prima della metà di giugno 1881. Tra novembre e il 14 dicembre s’era già giunti alla copertura del caseggiato, il cui tetto fu montato e ultimato tra il 9 novembre e il 14 dicembre. Nell’inverno si poté così procedere agli «abbellimenti e le operazioni interne», concluse entro il febbraio 1882, quando il cantiere fu nuovamente spostato sulla copertura del grande edificio per porre in opera i frontoni, gli stemmi («in pietra di Saltrio lo stemma dell’Italia d’Italia sormontato dalla bandiera nazionale»), i fastigi e l’attico con l’orologio centrale a due quadranti, «indicante uno il tempo medio di Roma e l’altro quello di Berna».
Nell’ottobre di quel 1881 il Ministero dei Lavori Pubblici approvò il progetto della grande tettoia da gettare sopra il fascio dei binari. Il progetto tecnico fu stilato, come detto, dall’ing. G.B. Biadego, allora il maggior professionista del settore in Italia. Le nervature furono fuse in officine napoletane e montate in sede nel luglio 1882 ad opera della ditta milanese Miami & Venturi, già esecutrice della tettoia della galleria Vittorio Emanuele II a Milano e della vecchia stazione centrale. 
Dopo la posa in opera, nel luglio del 1882, si diede il via alle finiture, concluse entro l’ottobre di quell’anno, dopo che la ditta Saint Gobain ebbe fornito le lastre in vetro per la copertura della tettoia che furono posate, in settembre, dall’impresa Motta-Salvi. Il collaudo avvenne a distanza di tempo, almeno a giudicare dall’Avviso del collaudo della tettoia della stazione di Luino, comunicato alla prefettura di Como il 10 ottobre 1884. 
Destinata alla copertura dei soli primi cinque binari in esercizio per il servizio pubblico, la tettoia era larga 32 metri e lunga quasi 150, ossia tanto quanto il fabbricato viaggiatori. Fu smantellata nel 1941; il materiale di fusione fu convertito in armamenti per sostenere lo sforzo della Seconda guerra mondiale, al pari di buona parte delle tettoie d’Italia. Al suo posto fu installata una pensilina in ghisa proveniente, forse, dalla stazione di Roma Termini.

Iron and glass for Luino station

In 1881 the building site of the railway of Luino was opened. Technicians, engineers, project managers, surveyors, and contractor companies are known thanks to an informative leaflet of 1882. At the head of the site there was engineer Alfredo Giambastiani from Livorno, supported by several planning specialists, such as Giovanni Battista Biadego for the more difficult iron works (starting from the metal station roof). On the whole, the section Germignaga-Luino costed with the stop of Luino, 2.6 millions; 24 millions were paid for the entire line Novara-Swiss boarder (in Pino).

The project of houses, and of all the stations of the line Novara-Pino and Gallarate-Luino, was entrusted to architect Giovanni Faini, from Milan. Born in Pozzolengo (Brescia), in 1869 he was one of the winners of the competition “Vittadini”, for newly graduated students; in 1877 he got the second degree «encouragement premium» for Architecture of the Ministry of Education. Also, he became a member of the Railways Company Board of the Mediterranean, charged with the Gottard line.

Then, works were entrusted to Company “Pellini & Negretti”, winner of the call for bids of the 7th April 1880. The Company originated from the merger of several experiences collected in decades in the field of the biggest building sites of Northern Italy for those times. Indeed, the Pellini's family, original of Viconago, were charged with some contracts for the building of Galleria Vittorio Emanuele II of Milan.

Works went on quite fast. The site building started shortly after the half of June 1881. Between November and the 14th December works already concerned the covering of the building, and the roof was assembled and completed between the 9th and the 14th December. During the winter, «embellishments and internal decorations» were carried on, and completed by February 1882, when the site was again moved on the roof of the big building to complete pediments, coats of arms («with stones from Saltrio the Italian coat of arm, surmounted by the national flag»), gables and the attic with the central clock with two faces, «one showing the time in Rome, and the other the time in Berna».

In October 1881, the Ministry of Public Works approved the project of a big roof to cover the rails. The technical project was drawn up by the before-mentioned engeneer, G.B. Biadego, at those times the greatest expert in Italy. Ribs were melt in Napoles, and assembled in Luino in July 1882 by the company “Miami & Venturi”, the same that created the roof of Galleria Vittorio Emanuele II in Milan and of the ancient central station.

After the assembling, in July 1882, embellishments were started, and ended in October, after the completion of glass sheets for the roof by the company Saint Gobain, sheets that were laid down by the firm Motta-Salvi. Testing was made after some time, if we consider the Notice for testing of the roof of Luino's railway station, communicated to the prefecture of Como on the 10th October 1884.

The roof, designed to cover only the first five tracks for public transport, was 32 metres large and almost 150 metres long, as long as the travellers' building. It was dismantled in 1941; metals, that could be melted were turned into arms to support efforts of the Second World War. The same occurred to a good number of roofs in Italy. A cast iron platform roof took its place, probably coming from the “Termini” station of Rome.åå

Ultimo aggiornamento

Sabato 25 Giugno 2022