Luino descritta dall´illustre poeta Vittorio Sereni:
´Luino-Luvino´
´Alla svolta del vento
per valli soleggiate o profonde
stavo giusto chiedendomi se fosse
argento di nuvole o innevata sierra
cose di cui tuttora sfolgora l´inverno
quand´ecco
la frangia su quella faccia spiovere
restituirla a un suo passato d´ombra
di epoche lupesche
e ancora un attimo gli occhi trapelarono
da quella chioma spessa
lampeggiarono i denti
per rinselvarsi poi nella muta
assiepantesi attorno
dei luoghi folti dei nomi rupestri
di suono a volte dolce
di radice aspra
Valtravaglia Runo Dumenza Agra´
di Vittorio Sereni
(Tratto da ´Dove infinita trema Luino´
Le carte di Vittorio Sereni.
A cura di Barbara Colli
Assessorato alla Cultura - Comune di Luino)
Luino è una ridente cittadina adagiata, a pochi chilometri dal confine italo-svizzero, sui dolci declivi delle prealpi che coronano il Lago Maggiore, nell’entroterra di vasto golfo, là dove le acque del fiume Tresa uniscono il Ceresio al Verbano. Ha origini antiche e durante il Medioevo fu contesa da potenti famiglie milanesi comasche: difese comunque sempre la sua libertà e la sua autonomia comunale.
Il nome ´Luvino´ (vecchia denominazione del paese) – dal quale Luino, deriverebbe dal personale ´Luvinum´ o da ´lupino´ (piccolo lupo / pianta leguminosa dai frutti gialli commestibili), o, infine, più probabilmente, da ´lüina´, che nel dialetto locale significa smottamento, frana, valanga.
Per il clima, per la morfologia del territorio circostante, per i giardini e per i parchi, Luino è la tipica cittadina rivierasca di un lago mediterraneo. Il bel lungolago si presenta imponente presso il porto concepito e realizzato in epoca napoleonica/austriaca.
Il centro storico, il ´rione dei mercanti´, è inorgoglito da sobri palazzi signorili, alcuni con cortili interni porticati, progettati da architetti di fama, come Felice Soave.
Oltre alla propria bellezza, Luino vanta i natali di più che stimati letterati, come Vittorio Sereni e Piero Chiara, entrambi nati nell’anno 1913 e in grande rilievo nella letteratura contemporanea. Nei caffè, nelle contrade e nel carattere della gente essi trovarono fonte di ispirazione. Il poeta Sereni e il romanziere Chiara, considerati come due dei più importanti figli di Luino, hanno così descritto l’uno con commosso lirismo e l’altro con appassionata goliardia l’incanto di quest’area di confine, tra paesaggi malinconici, inquietudine giovanile, desiderio di migrare, pigrizia da vitelloni, nello scorrere lento della provincia. Dalle loro pagine, più che da qualsiasi guida turistica, anche la più completa ed approfondita, si coglie appieno lo spirito dei nostri luoghi e il sentimento della gente.