La nostra storia
 

Comune in provincia di Varese, sulla sponda orientale del Lago Maggiore, a circa 4 km dal confine svizzero. Abitanti: 14.200 ca. (dato 2012). È insignita del titolo di città dal 1969.

 

Municipality in the province of Varese, on the Eastern side of Lake Maggiore, at about 4km from Switzerland. Citizens: about 14.800 (2015). It has been honoured with the title of City since 1969.

 

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Il nome - The name

Luino è citata per la prima volta nel 1169 con il nome di Luvino, denominazione che mantenne nella documentazione ufficiale sino al 1889. Ne ricorrono diverse interpretazioni: per alcuni deriverebbe dall’aggettivo lupino, derivato, più che dall’animale, da nome di persona; per altri da intendere come vegetale. Più plausibilmente si deve risalire all’idromino Luina dato al corso d’acqua che discende dal monte e che, ancorché interrato, taglia l’abitato quasi in due metà: è allora facile collegarsi al termine lüina (valanga, frana), ancor vivo nelle valli ticinesi e, anche se più sporadicamente, anche nella toponomastica locale.

Luino was mentioned for the first time in 1169 under the name of Luvino, and the name was maintained in official documents until 1889. There may be several explanations of this name: according to some it originates from the adjective “lupino”, coming probably from the personal name, more than from the animal (wolfish); according to others it comes from the vegetable (lupin). It is more likely that the origin comes from the river name “Luina”, descending the mountain and, in the underground, dividing the town almost in two: this explains easily the dialect word lüina (avalanche, landslide), still present in the Ticino valleys, and even if less and less often also in the local toponymy.

 

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Descrizione - Description
Il centro dell’abitato si divide in due grandi aree: il centro storico, raccolto, quasi come la Pigna di San Remo, a ventaglio attorno al colle immediatamente sopra il lago; la parte moderna, distesa in piano lungo la costa, allo sbocco del bacino idrografico dei fiumi Tresa (emissario dal lago di Lugano) e Margorabbia e allo sbocco dell’ampia valle aperta verso est e che, per buona parte, ha denominazione di Valcuvia. La piana è frutto dell’opera di riporto del fiume Tresa, il cui vasto e paludoso delta è stato, coi secoli (e in particolare dal XVII sec.), risanato grazie ad opere di regimentazione idraulica e di bonifica.
Cardini dell’abitato antico sono: il porto vecchio (austriaco), coronato dalla colonna sormontata dalla Madonnina sul molo, punto di riferimento dei pescatori; la piazza Libertà (recentemente rimodernata), antica sede del mercato settimanale e, dal 1826, approdo anche dei battelli della navigazione pubblica; più recondito è il cuore dell’abitato antico a monte sul colle, incentrato sull’attuale Piazza S. Francesco. La città moderna, invece, è frutto di una pianificazione ‘ex novo’ messa in atto dal 1882, quando si rese necessario creare in una piana allora non edificata, un reticolo stradale che traguardasse la grande stazione ferroviaria, inaugurata, sulla linea del Gottardo, proprio in quell’anno. A cerniera tra i due settori urbanistici si trova l’ampia piazza Garibaldi, creata coprendo il corso del torrente Luina nel corso dell’Ottocento e ornata, dal 1863, dalla statua di Garibaldi.


The town centre is divided in two big areas: the historical centre, fan-shaped, on the hillside right over the lake; the modern part, along the coast, at the mouth of the rivers Tresa (emissary of the Lake of Lugano) and Margorabbia; and of the broad valley opening towards the East and called for the most part as “Valcuvia”. The plain area was created by the debris of river Tresa. Its broad and marshy delta was restored several times over the centuries (and especially from the XVII century).
Landmarks of the historical part are: the old Austrian harbour, crowned by the pillar with the Holy Virgin on the dock, and a beacon for fishermen; square “Libertà” (recently modernised), ancient location of the weekly market and, since 1826, dock for ferries of the public navigation transport; more hidden is the heart of the old residential area on the hillside of the town and surrounding square “S.Francesco”.
The modern city, instead, is the outcome of a new city planning of 1882. In this year it became necessary to create a street network in the plain, that could reach the railway station on the Gottard line, inaugurated in that same year.
The connection between the two parts of the city is represented by the broad square “Garibaldi”. The square was created with the covering of river Luina during the nineteenth century and from 1863 the statue of Garibaldi was added.

 

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Storia - History

Gli scavi condotti (1880 ca.) durante la costruzione del grande scalo ferroviario della stazione hanno portato ad individuare una vasta necropoli che ha restituito al sito una frequentazione addietro nei millenni, sita su una di quelle ‘isole’ che l’allora paludoso delta del fiume Tresa andava creando e ricreando. Altri ritrovamenti (nel centro storico e sulle prime pendici dei monti) hanno permesso di stabilire la continuità di tracce archeologiche nei luoghi sino ai primi secoli dopo Cristo. Tuttavia, di un consistente ed evidente insediamento d’epoca e di matrice romana non è alcuna traccia. 
In bilico tra Como e Milano, finì, al termine del Medioevo, nell’orbita di quest’ultima. Con una non trascurabile parentesi: dal 1512 e per circa tre lustri, Luino e tutto il territorio dell’alto lago (da Laveno, esclusa) fu, a seguito di una prorompente invasione in armi (con conseguente atterramento di tutte le linee difensive e, tra queste, anche la possente fortezza sulla rocca di Caldé, da sempre avamposto militare ambrosiano), annessa ai territori elvetici.  
Divenuta capoluogo di feudo (variamente composto, ma quasi del tutto coincidente con quei 16 comuni che ancora costituiscono ‘il Luinese’, ossia tutta la costa dell’alto Verbano lombardo, da Laveno esclusa sino al confine svizzero; e relativa fascia nel retroterra; l’area ha nome storico di Valtravaglia), Luino passò di mano a famiglie milanesi: nel XVII sec. appartenne ai Marliani; dal 1770 ca. divenne feudo della famiglia Crivelli. Ai primi si deve, nel 1666, la costruzione dell’oratorio di S. Giuseppe, ben disegnato dall’allora architetto capo della Fabbrica del Duomo di Milano (Gerolamo Quadrio); lo slanciato pronao, rivolto al lago, divenne uno dei simboli del borgo più caro ai primi turisti in transito su queste rive. Alla famiglia Crivelli si deve la costruzione dell’imponente palazzo (mai completato) a lato dell’oratorio, poi divenuto sede comunale e della locale banca popolare. Anche in questo caso ci si affidò ad un architetto capo della Fabbrica del Duomo, il luganese Carlo Felice Soave (il fratello fu precettore di Alessandro Manzoni), l’ideatore (anche se non realizzatore) del disegno della facciata della cattedrale ambrosiana. 
Durante il Risorgimento Luino fu teatro di un piccolo, ma non trascurabile episodio: il 15 agosto 1848, Garibaldi, fresco dio ritorno dal Sud America, sbarcò da un piroscafo sequestrato sulla riva opposta del lago, ad Arona (lo specchio d’acqua segnava la linea di confine tra il regno dei Savoia e quello austriaco). Mise in fuga le sparute truppe nemiche prima di marciare vittorioso verso Varese. Per commemorare l’evento, nel 1863, i Luinesi scelsero di commissionare allo scultore veronese Alessandro Puttinati una statua in pietra di Viggiù dedicata all’Eroe dei due mondi, innalzata sulla piazza omonima (quella posta a congiunzione tra la città nuova e la vecchia, ricavata coprendo il corso del torrente Luina). L’impresa ha un primato: la statua rappresenta il primo monumento innalzato a Garibaldi, lui ancora vivente.

 

Digs made during the construction of the big rail yard (about 1880) revealed a large necropolis, dated millenniums ago, and located on one of the several islands created by the then marshy river Tresa. Other findings (in the historical centre and on the slope of the mountains) could prove the continuity of archaeological traces in the area since the first centuries A.D., but there isn't any trace of Roman origins.

In a precarious balance between Como and Milan, at the end of the Middle Age, Luino and the sorrounding area ended under the authority of Milan, considering that after 1512 and for fifteen years after an army invasion, the Swiss authority ruled over the territory at the North of the Lake up to Laveno excluded.

Once it became a feud  (including more or less the 16 Municipalities of the “Luinese” area), Luino passed under the domain of a few families from Milan: in the XVII century it was under the Marliani'; from about the 1770 under the Crivelli. To the former family is attributed the building of the “Oratorio S. Giuseppe”, well designed by the chief architect of the Factory of the Duomo of Milan, Gerolamo Quadrio, with the well-known and lake oriented pronao. To family Crivelli is ascribed the construction of the (never ended) palace on the side of the Oratorio, then become headquarters of the Municipality and now of the local popular bank. Also the architect of this building was a chief master of the Factory of the Duomo of Milan, Carlo Felice Soave from Lugano, the same architect who designed (but did not realise) the façade of the Duomo.

During the Risorgimento time, Luino attended a small, but not insignificant event: on the 15th August 1848, Garibaldi, returning from South America, went ashore in Arona (the surface of the lake, then dividing the reign of the Savoia from the Austrians). He drove away the meagre enemy forces before triumphantly marching towards Varese. To commemorate the event, in 1863, the inhabitants of Luino decided to build a stone statue (realized by architect Alessandro Puttinati), dedicated to Garibaldi and erected on the square taking the name from him. This statue is the first raised monument to the living Garibaldi.

 

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Economia e mercato - Economy and markets
Sino agli inizi del XIX sec. l’economia locale non poteva contare che su poche risorse, non tali da garantire sostentamenti e commerci di qualche significato. Pertanto, la pratica dell’emigrazione fu, per secoli, il tratto distintivo dell’intero territorio, secondo una prassi comune a tutta la fascia subalpina, dei laghi in particolare. Tutti o quasi gli uomini dei borghi più piccoli sparsi sui monti attorno a Luino emigrarono o erano destinati ad emigrare. Seppero distinguersi in vari campi d’impiego, principalmente nei settori dell’edilizia e della ristorazione. Anche in questo Luino e il Luinese condivisero un destino comune a quello di tutte le aree attorno ai laghi, tra Ticino e Lombardia. Ne sortirono architetti e pittori destinati a qualche fama (l’uno è il ‘leonardesco’ Bernardino Luini, recentemente commemorato a Milano con una rassegna monografia e assai noto, soprattutto durante l’Ottocento: nacque a Dumenza, sopra Luino, intorno al 1480; operò a Milano e dintorni; suo l’affresco della Crocifissione in S. Maria degli Angeli a Lugano). Altrettanto cospicua è la lista dei cuochi provenienti dalle valli del Luinese e divenuti celebri nel mondo, sino ad anni recenti. La tradizione si inaugura con Bartolomeo Scappi che, nel Cinquecento, divenuto cuoco in Vaticano, diede alle stampe in ‘manuale’ di cucina destinato a divenire uno dei capisaldi della gastronomia italiana. 
Gran fortuna per Luino fu di esser divenuta sede di mercato, concesso da Carlo V nel 1541 in alternanza con la confinante Maccagno. Ricco di pittoresco fascino (almeno a giudicare dalle numerose vedute colte dai viaggiatori stranieri dal XIX sec.), il mercato di Luino s’è accresciuto di fama, divenendo, dal Secondo Dopoguerra, attrattiva turistica portante per l’intero territorio.

 

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Until the beginning of the XIX century, the local economy had but few resources, that could not promote markets at a certain degree. Hence, for decades emigration had been a well-known phenomenon in the whole lake area. Most of the men living in small towns on the mountains around Luino emigrated or were forced to do it, and many distinguished in several areas, such as the construction and food industry. Luino and the surrounding area are the country of origin of architects and painters of some note. The most famous of them is Bernardo Luini, recently commemorated in Milan with a monographic review: he was born in Dumenza, near Luino, around 1480. He worked in Milan and in the surroundings, and one of his most famous painting “The Crucifixion” is in S.Maria degli Angeli, in Lugano. The same is true for cooks coming from the valleys around Luino and become known around the world, until recent years. The first of the list is Bartolomeo Scappi, a chef of the Vatican who wrote a cooking manual, that became one of the milestones of the Italian culinary arts.

Thanks to a concession of Carlo V, since 1541, Luino has become the headquarters of the Municipality market alternately with Maccagno. According to several foreign travellers of the XIX century it was a very fascinating attraction, until when, from the Second World War, it has become an important turistic feature of the whole area.

 

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Industria, turismo e stazione - Industry, tourism, and the raylway station

Turismo e industria giunsero insieme, alla fine del Settecento e coi primi decenni del secolo successivo. Due gli esperimenti protoindustriali di un certo rilievo. L’uno portò all’istallazione di una filanda ai margini del centro storico. Si fece carico dell’impresa una famiglia locale, i Maghetti, ramo da cui discese direttamente quell’Antonio Maghetti che, entro il 1830, trasferitosi a Lugano (dove la famiglia teneva affari già da qualche tempo) decise di devolvere tutti i beni all’istituzione di una causa pia per la città sul Ceresio, nel luogo della sua abitazione che, oggi, è popolarmente noto con il nome di ‘quartiere Maghetti’. La seconda, grande impresa proto-industriale sorta alla fine del Settecento non ebbe sede a Luino, ma nella vicina Porto Valtravaglia: una fabbrica di cristalli di vaste proporzioni, impiantata da figure imprenditoriali ambrosiane e rimasta in attività sino al 1959. Per il funzionamento del grande impianto si trapiantarono in paese famiglie di soffiatori alsaziani e boemi, i cui cognomi sono ancora oggi ricorrenti nell’abitato. Dario Fo, che tra Luino e Porto Valtr. visse i suoi anni di gioventù a seguito del padre, impiegato nella ferrovia, ricordò quella grande fabbrica di cristalli, le cui fucine rimanevano accese notte e giorno per turni lavorativi continuati, intitolando il romanzo, destinato a ripercorrere proprio quegli anni di formazione, al borgo di Porto Valtr., da lui ridenominato Paese di mezaràt (= pipistrelli, animali notturni come gli addetti alla vetreria). 

Stessa sorte toccò a tutto il territorio. Ricco di corsi d’acqua e di manodopera a basso costo, Luino e tutto il Luinese divennero meta privilegiata per i rampolli delle famiglie industriali elvetiche, desiderose di ampliare i commerci e aggirare le barriere doganali. In tal modo, dal 1840 ca., il crescere esponenziale di fabbriche e industrie ebbe marchio elvetico: Huber, e poi Stheli, Bodmer e Gelpke (a Germignaga); Hussy, e poi Steiner, Walty e altri a Luino (principalmente nel sobborgo di Creva, nella piana incuneata verso la valle del Tresa). Per la gran parte, si trattava di ceppi provenienti dal Cantone Argovia, o limitrofi. L’apice del fenomeno si iscrive entro il 1880, ossia prima che fosse costruita la ferrovia di cui si è detto. Quattro le conseguenze: una forte immigrazione verso Luino (con conseguente, nuovo travaso di cognomi tedeschi e matrimoni ‘misti’); l’impetuosa crescita dell’abitato; la nascita di una mentalità imprenditoriale locale. Dagli stabilimenti ‘degli Svizzeri’, infatti, si staccarono filiali o nuove iniziative del tutto autonome, in grado a loro volta, di ampliare i commerci a vasto raggio. Tra queste famiglie locali di imprenditori si segnala quella dei Battaglia: un esponente, Giuseppe, ebbe modo, mentre era in Russia, dove le sue imprese erano destinate a fornire un contributo di qualità allo sforzo dell’industrializzazione nelle aree siberiane, di assistere alle prime avvisaglie della rivoluzione Russa. Con le fabbriche, arrivarono le tensioni sociali. Un ondata di scioperi, nel fatidico 1898, ebbe come motivo scatenante il presso del pane: finì nel sangue, con 14 morti tra la folla di dimostranti assiepati per chiedere la calmierazione dei prezzi nei pressi del comune. 

Quanto al turismo, va detto che Luino può vantare lusinghiere menzioni nei principali ‘baedeker’ svizzeri e inglesi già alla fine del Settecento. Questo perché il borgo si trovava su una trasversale assai apprezzata dai primi turisti: la strada Luino/Lugano e, da qui, a Menaggio. Questo consentiva di cogliere, in un solo anello, le bellezze di ben tre laghi (Verbano, Ceresio e Lario): in risalita dalle Isole Borromee, infatti, si poteva comodamente raggiungere a piedi (poi in diligenza) Lugano; da qui, con la navigazione, arrivare a Porlezza e da Porlezza scendere su Menaggio, nel cuore più celebrato del lago di Como. La frequenza su questa tratta è attestata dalle fonti. Non mancarono le personalità illustri. Soggiornarono a Luino, in transito da/per le Isole Borromee e Lugano, William Wordsworth, tra i principali esponenti del romanticismo inglese, o William Turner. Del celebre vedutista londinese è conservato nella Tate Gallery di Londra proprio un disegno raffigurante il borgo di Luino, incentrato sull’oratorio di S. Giuseppe di cui si è detto. Per far fronte ai transiti di stranieri furono creati i primi alberghi. 

Un vero e proprio salto di qualità per il turismo e l’economia locale, tuttavia, fu rappresentato dalla costruzione della grande Stazione internazionale del Gottardo, creata, come detto, ‘nel nulla’, ossia nella vasta piana del fiume Tresa. La stazione riuscì imponente (la tettoia metallica, poi smantellata, era quinta allora, per dimensioni in Italia) perché la linea ferroviaria doveva rappresentare, con la gemella di Chiasso, la ‘porta’ del Sud per i treni in discesa del tunnel del Gottardo. I transiti risultarono subito inferiori alle aspettative, pur rappresentando la traiettoria di più rapido collegamento tra Europa e Genova. Prevalsero da subito gli interessi delle città inanellate lungo la linea di Chiasso (Lugano, Como, Milano). In ogni caso, la ferrovia di Luino rappresentò, sino all’inaugurazione della ferrovia del Sempione, la ‘porta di accesso’ al lago Maggiore, meta oramai consolidata del turismo internazionale. Lungo le vie aperte per collegare l’abitato antico alla nuova infrastruttura, fu tutto un sorgere di grandi alberghi: una belle èpoque locale destinata a chiudersi, bruscamente, nel 1915, con la Guerra, quanto tutti i transiti della linea furono soppressi.

 

Tourism and industries came together at the end of the Eighteenth century and during the first decades of the following century. In particular, two were the preindustrial experiences of some kind. The first was related to the instalment of a spilling mill near the historical centre by a well-known local family, family “Maghetti”, while the second refers to a huge crystal factory built in Porto Valtravaglia, near Luino, at the end of the eighteenth century by entrepreneurial figures from Milan, and remained active until 1959. Alsatian and bohemian families were relocated at that time in the area for the proper functioning of the factory, and their surnames still recur in town.

Given to the abundance of rivers and low-price manpower, Luino and the “Luinese” valleys became a favourite destination for Swiss industrial families, willing to enlarge markets and bypass customs duties. For this reason, from around 1840, the exponential growth of factories and plants had Swiss brands: Huber, and then Stheli, Bodmer and Gelpke (in Germignaga); Hussy, Steiner, Walty and others in Luino (mainly in the suburb of Creva, in the plain towards the valley of the Tresa). The peak was reached before 1880, before the railway line works started. Four were the main consequences: an important immigration towards Luino (and other new density of German surnames and “mixed” marriages); a big town enlargement; the diffusion of a business attitude. In fact, from the Swiss factories, new branches and startups were created, with the capability to enlarge the markets on a wide scale. Along with factories came social tensions, such as the series of strikes in 1898, formally due to the high price of bread and that caused fourteen people to die.

About tourism, Luino can claim several mentions and honours in the famous Swiss tourist guides “Baedeker” from the end of the eighteenth century. The reason relates to the position of the town on the route Luino/Lugano and, then, Menaggio. Tourists in this way could capture the beauties of the three lakes (Verbano, Ceresio and Lario) in a single ring: from the Borromean Islands you could easily reach Lugano and then, get to Porlezza by lake and from Porlezza to Menaggio, in the heart of the Lake of Como. Frequency on this route is confirmed by sources.

Moreover, a lot of famous people were in Luino, passing through it directed to or from the Borromean Islands or just spending some time, such as William Wordsworth, one of the main exponents of the English Romanticism, and William Turner, whose painting representing the town of Luino and the Oratorio of S.Giuseppe, in particular, is stored at the Tate Gallery, in London.

The first hotels were inaugurated to welcome foreign tourists, but the difference was made by the construction of the International Gotthard railway line in the broad plain of river Tresa. The station turned out to be quite majestic, because the railway line was meant to be, together with the Chiasso line, the access point for trains coming from the Gotthard tunnel. Even though it was the quickest way from Europe to Genoa, transits were fewer than expectations, because the interests of the cities along the Chiasso line (Lugano, Como and Milan) prevailed.

The railway line, though, represented until the inauguration of the Line of the Sempione, the access door for Lake Maggiore, a famous tourist destination. Along the streets connecting the historical centre with the new part many hotels were created: a local belle èpoque destined to end in 1915 with the beginning of the War, when all the lines transits were suppressed.

 

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Piero Chiara e Vittorio Sereni

Nel frattempo, era cresciuta una città, coi cuoi contrasti tra ricco e povero, chiusura atavica e improvvisa apertura al mondo (fabbriche e stazione), monti e lago, il sapore del centro abitato e i vasti spazi di una vera e propria moderna cittadina: questa fu la città nella quale nacquero, nel 1913, i due più celebri ‘figli’ di Luino: Piero Chiara e Vittorio Sereni. L’uno e l’altro attratti, a diverso titolo, da quella Luino posta a frontiera di più mondi.

In the meantime, a city appeared with many contrasts between rich and poor, atavic closure and opening to the world (factories and station), mountain and lake, the historical centre and the broad spaces of a real modern city: this was the city where Piero Chiara and Vittorio Sereni were born in 1913, the two most famous citizens of Luino, both attracted by this town on the boarder with several worlds.

    

Per chi vuole sapere di più

 

Luino è oggetto di apprendimenti continui da parte de il Rondò. Almanacco di Luino e dintorni, giunto al 27° anno di vita. Si occupano della città anche: Verbanus, edito dalla Società dei Verbanesi; Terra e Gente, in distribuzione gratuita da parte della Comunità Montana Valli del Verbano; Loci Travaliae, a c. della biblioteca di Porto Valtravaglia. Il riferimento bibliografico fondamentale è: Pierangelo Frigerio, Storia di Luino e delle sue valli, Macchione, Varese 2009 (II ed.). 
L’ufficio turistico (IAT), recentemente sistemato in una sede autonoma nei pressi del porto vecchio (Via della Vittoria; tel. 0332-530019), è a disposizione, per approfondimenti su eventi, itinerari, informazioni pratiche e trasporti.

For those who are interested, Luino is the subject of continuous studies on the Almanac “Il Rondò”. But you can find information also on “Verbanus” (by “Società dei Verbanesi”); “Terra e Gente” (by “Comunità Montana Valli del Verbano”); “Loci Travaliae”, by the library of Porto Valtravaglia.
The main bibliographic reference is: Pierangelo Frigerio, Storia di Luino e delle sue valli, Macchione, Varese 2009 (II ed.).
The tourist office (IAT), recently restructured in an autonomous location by the ancient harbour (Via della Vittoria; tel. 0332-530019), is at your disposal for any question about events, itineraries, practical information and transports.