FONDO ARCHIVISTICO COMUNALE
 
L’atto più antico conservato nel fondo comunale risale al 1761 e riguarda l’esazione dell’ “imposta delle spese” (vedi nella serie particolare “Conti consuntivi”).
Il fondo comunale annovera documentazione prodotta dalla municipalità a partire dalla seconda metà del XVIII secolo. I documenti di periodo prenapoleonico e napoleonico non sono rari; tuttavia, gli atti dell’archivio comunale sono avari di informazioni circa lo stato e la conservazione delle carte pubbliche nelle epoche anteriori al XIX secolo. Possediamo notizie scarne anche sull’ubicazione dell’archivio.
Durante il secolo XVIII spetta al cancelliere “il compito di tenere in ordine i libri dei riparti delle imposte, i libri del bilancio comunale e tutte le pubbliche scritture prodotte o relative alla comunità presso cui prestava il proprio servizio”. Dal 1757 il cancelliere acquisisce nuove funzioni, connesse con la riforma teresiana del censo, diventando cancelliere delegato del censo, con competenze allargate al circondario e non più solo alla comunità di assegnazione; spetta al cancelliere il compito di custodire le mappe, le carte e i registri catastali di ogni comunità e l’obbligo di scegliere la sede più idonea per la collocazione dell’archivio. Con la Restaurazione poco cambia rispetto ai compiti del cancelliere, sostituito nel 1819 con il commissario distrettuale (Imperial regio commissario distrettuale). Il commissario ricopre funzioni di segretario ed esercita il controllo e la conservazione degli archivi di alcuni comuni del distretto. La figura del commissario distrettuale è soppressa alla fine del 1859 con al legge comunale e provinciale n.3702, nella quale si fa cenno anche agli obblighi per la tenuta dell'ufficio e dell'archivio comunale, curato da un segretario comunale. A Luino, nel 1859 già esisteva tale ufficio.
 
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